Yamaha Tenerè e Honda Paris Dakar

Due miti anni 80: Yamaha Tenerè e Honda XL Paris Dakar

Gli anni ottanta sono il periodo della mia giovinezza e, come accade ad ogni generazione, li identifico come il periodo più “figo” in assoluto 😉 E’ il periodo dei paninari, della “Milano da bere”, dei successi di Alberto Tomba ma sopratutto è il magico momento della Parigi Dakar e delle incredibili enduro a 4 tempi… le mie due preferite, Tenerè e Honda PD, comprate per pochi euro sui portali di moto usate, sono i miei giocattoli preferiti.

La passione per le moto vintage

MotoJournalTutto comincia nel 2000, quando un amico mi regala questa copia di MotoJournal che sfoggia in copertina la prova delle due regine dell’epoca: Yamaha Tenerè ed Honda XL600 Paris Dakar. Non so quante volte ho sfogliato questa rivista, ma tutto d’un tratto, dopo anni di moto modernissime torna, prepotente, la nostalgia per queste mitiche moto e in particolare per le XT e per le Tenerè, moto che ho avuto a vent’anni e con cui ho percorso oltre 100.000km senza mai un problema.

Il passo successivo è stato scendere in cantina e riesumare la collezione di MOTOCICLISMO anni ottanta… Ormai il contagio è avvenuto: sono un “OBSOLETE DIPENDENTE”! 😉
Incredibile come tante moto anni ’80, a mio parere mezzi divertentissimi, affidabili e ancora oggi perfettamente usabili siano buttati via a prezzi da realizzo. Fate un giro sui vari moto.it e subito.it per rendervene conto.

Scelgo due vere icone degli anni 80, il Tenerè 1VJ e l’Honda 600 Paris Dakar

Yamaha Tenerè e Honda Paris Dakar


YAMAHA TENERE’ 600 – 1987

La volevo bella e l’ho cercata per oltre un’anno, per trovarla alla fine a un’ora da casa, nel classico fienile in un paese del lago Maggiore: Cannobbio. Il Tenerè era quasi perfetto, tanto che con pochi lavori è tornata quasi come “uscita dal concessionario”. Certo, è una moto di trent’anni e quindi ha logiche, tecnologia e prestazioni di trent’anni ma i materiali sono a mio parere eccezionali e maneggevolezza e feeling sono alla pari delle moto odierne.

Lavori fatti (e che certamente consiglio di fare su tutte le moto di 30 anni):

Tagliando motore completo, con registrazione valvole, olio, cambio di tutti i filtri
Carburazione rifatta, con smontaggio completo del carburatore e sua revisione, usando il kit: i getti sono quelli del 3AJ (migliorano l’erogazione). Si può usare anche l’ottima alternativa Kedo
– Le forcelle sono state revisionate ed ora hanno molle più dure ed olio nuovo. Occhio ai cortechi che se stanno fermi a lungo poi perdono.
– L’ammortizzatore posteriore è stato rifatto con una molla nuova originale gialla (tutti i pezzi li ho voluto originali Yamaha). Questo è costato un botto, oltre 300 euro!
– Le gomme da montare sono a mio parere le Michelin T60 sia per l’ottimo feeling che per la tenuta fuoristrada. Oppure si opta per le mitiche Metzeler Enduro 1, proprio quelle che si usavano nel 1987, gomme abbastanza limitate lato tenuta ma dal look giusto, se questo vi importa 😉
– Rifare anche l’impianto frenante. Anteriore: cambiato la tubazione (dopo 22 anni non mi fidavo più), pulito la pinza e cambiato gli anelli di tenuta. Il disco è OK perchè ha circa 10.000km. La tubazione costa 70 euro e rotti. Posteriore: pulizia della sede del tamburo e cambio materiale d’attrito.
– Un pò di estetica: lucidato le plastiche e cambiato la copertina della sella: costa 129euro, bisogna ordinarla ma è ancora disponibile.
Lucidatura degli scarichi: semplice straccio imbevuto di olio motore esausto e tanta, tanta pazienza.

Se avete problemi con i ricambi: provate sui soliti siti americani oppure con i concessionari in Svizzera. Fanno miracoli! KEDO è il fornitore di ricambi Yamaha di riferimento.

Yamaha Tenerè 600 del 1987

HONDA XL600 PARIS DAKAR – 1984

Trovata in centro Italia era perfetta di carrozzeria ma meccanicamente ridotta parecchio male. Frizione andata, disco freno anteriore finito, carburazione da rifare, perdite dalla testa… un disastro. Poco a poco tutti i lavori sono stati fatti ed ora è davvero un gioiellino. E conta solo 30.000Km!

Lavori fatti:

Tagliando completo: la qualità dell’olio e l’accuratezza del gioco valvole sono particolarmente importanti su questo modello (e in generale sulle moto anni 80)
– Cambio gomme (le XL hanno il cerchio posteriore da 17, cosa che riduce notevolmente la scelta)
– Cambio trasmissione completa, catena corona pignone
– Cambio frizione e relativo cavo
– Cambio batteria e metà delle lampadine di bordo (!)
– Revisione impianto frenante anteriore (cambio disco, tubo, pastiglie e olio idraulico)
– Rifatta la carburazione (due volte!)
– Eliminazione perdite dalla testa (con relativo smontaggio e prove compressione)
Estetica: lucidatura, lucidatura paracoppa alluminio, verniciatura portapacchi, cambio sella, cambio adesivi portanumeri

Per i ricambi: mi son trovato bene da TAGO, ricambista storico HONDA, MAMOTO e-commerce specializzato in moto d’epoca. Gli adesivi si trovano da ADESIVIESTAMPE: precisi e molto corretti.

1984 HONDA XL 600 PARIS DAKAR

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Motore monocilindrico completamente rinnovato rispetto alla XL 500: testa RFVC (Radial Four Valves Chamber) ovvero camera di combustione conformata a segmento sferico e valvole radiali. Questa soluzione permette di adottare valvole di maggior diametro e di massimizzare l'efficienza dello scoppio. La cilindrata ora è di 591 cm3 e viene introdotto il freno a disco anteriore. Le valvole sono azionate da un solo asse a camme in testa comandato da catena morse. L'alimentazione è assicurata da due carburatori affiancati: il primo, sempre attivo e dotato di circuito per l'arricchimento della miscela, viene affiancato dal secondo solamente dopo rotazioni superiori a 1/3 della corsa dell'acceleratore. La lubrificazione (come per l'intera famiglia XL) è a carter secco con olio contenuto nel telaio.

Come vanno?

yamaha meetingYamaha e Honda: architettura e caratteristiche tecniche simili, peso simile, qualche cavallo in più per Yamaha ma caratteri completamente diversi. Yamaha granitica, gran coppia, serbatoio non ingombrante anche se i più alti (io sono circa 1,85) non possono avanzare più di tanto per via degli svasi sul serbatoio. Parte benissimo sia a pedivella che elettricamente anche se dopo lunghi periodi di inutilizzo bisogna ricordare che c’è una pompa di alimentazione, che può svuotarsi. Quindi qualche pazienza in più con pedivella o bottoncino elettrico. Velocità a ridosso dei 150 (i 160 promessi al momento della presentazione sono sempre stati un pò… ottimisti) buona frenata anche se le forcelle chilometriche cambiano parecchio l’assetto. Honda ancora più svelta e veloce nel cambio direzione, se si avanza il serbatoio non da fastidio. Frenata mediocre, con il tamburo posteriore praticamente inesistente e velocità massima analoga al Tenerè. A velocità autostradali la Yamaha è più stabile, fuoristrada Honda rende meglio. La mattina scegliere con quale uscire, è sempre un problema 😉

Problemi?

Ho visto tante, tante, tante moto, dato che sono state vendute con numeri rilevanti negli anni ottanta, sopratutto nel nostro paese. La Honda PD è stata commercializzata solo in Europa e in numero decisamente limitato, tanto che in America non la conoscono… Generalmente le Honda sono peggio conciate e alcuni ricambi sono introvabili come ad esempio le fiancatine laterali, che spesso (se le trovi) passano i 200euro.

Honda: attenzione alle perdite d’olio sulla testa e alla possibile corrosione del telaio dall’interno in zona ammortizzatore (i telai non erano trattati all’ìnterno e se entra acqua lì rimane. Se non è a posto di accensione risulta difficilissima da accendere. Sul web ci sono pagine e pagine sui trucchi per accenderla.

Tenerè a mio parere più affidabile, tranne per la famosa perdita olio. La situazione ricambi è ancora buona.

 

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